Tfr, cos’è e da quali elementi è composto

Tra crisi economica e tasse, in questi anni sono aumentate le difficoltà finanziarie di alcune famiglie italiane e un buon stipendio mensile è divenuto elemento indispensabile per poter vivere e portare avanti un nucleo familiare appunto. Fondamentale è anche saper controllare e verificare le diverse voci che lo compongono e l'esattezza dei dati in essi contenuti, dalla paga base alle varie indennità, compreso anche il monitoraggio del Tfr.

E proprio quest'ultimo rappresenta tra gli elementi più importanti di una busta paga, in quanto equivale ad una specie di salvadanaio che un datore di lavoro mette da parte per un proprio dipendente e di cui quest'ultimo potrà usufruire in precise circostanze. Cerchiamo di capire cosa sia questo particolare "salvadanaio" e soprattutto quali elementi contribuiscano a formarlo in maniera costante e periodica.

Che cos'è il Tfr

Trattamento di Fine Rapporto o, in altri termini, definito anche liquidazione o buonuscita, rappresenta una quota di denaro che ogni mese ciascun datore di lavoro accantona per i propri dipendenti e che varia in base allo stipendio percepito da ciascuno di essi. Riscontrabile sulla busta paga, tuttavia un lavoratore ne potrà usufruire, come detto, soltanto in alcune situazioni precise e determinate.

In particolare, un lavoratore ha diritto a ricevere questo trattamento e quindi tale somma di denaro in occasione della conclusione del rapporto di lavoro con l'azienda e cioè in caso di dimissioni, licenziamento, scadenza naturale del contratto oppure per il raggiungimento dell'età pensionabile. Negli ultimi anni, tuttavia, si è concessa anche la possibilità ad un dipendente di non conservare questo denaro all'interno dell'azienda, ma di destinarlo, nel caso, ad un fondo pensione di sua scelta oppure di riceverlo periodicamente, in occasione di particolari circostanze.

Gli elementi che vanno a contribuire al Tfr

Le voci che compongono questa trattamento e quindi alimentano questo salvadanaio sono diverse, tuttavia devono possedere due requisiti indispensabili: quello della dipendenza e della non occasionalità. La prima implica un rapporto diretto tra prestazione lavorativa e compenso ricevuto; mentre la seconda determina, indicativamente, che tali compensi debbano essere costanti ed a cadenza regolare e non siano invece unici oppure occasionali.

Gli elementi che, di conseguenza, contribuiscono alla formazione del Tfr sono la paga base a cui si abbina, nel caso, anche la tredicesima e la quattordicesima. A tutto questo si aggiungono poi gli straordinari non occasionali; indennità riguardanti la mensa, l'alloggio ed i trasporti (ad esempio spese personali riconducibili all'uso dell'auto aziendale); premi fedeltà o di anzianità; festività infrasettimanali retribuite e quelle non godute; indennità dovute ad eventuale lavoro notturno, per quelle prestazioni che si svolgono su turni.

Non rientrano invece nel computo del Tfr i rimborsi spese, gli straordinari occasionali e le indennità di trasferta o di viaggio o comunque tutte quelle non previste dal contratto collettivo di lavoro e che abbiano appunto natura occasionale.

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