L’iscrizione obbligatoria all’albo

L’iscrizione obbligatoria all’albo

Il titolare di un’impresa edile che trasporta macerie derivanti da attività come la costruzione e la demolizione (comunemente definiti rifiuti inerti) deve iscriversi all’Albo Nazionale dei gestori ambientali al fine di dichiarare il proprio ruolo all’interno dello smaltimento di questi rifiuti, anche se i trasporti avvengono saltuariamente.
Tale provvedimento è stato preso e chiarito dalla Cassazione con la sentenza 12946/2015 a seguito di un caso preso in esame in quell’anno e relativo ad un titolare di un’impresa che si occupava di piccoli lavori edili senza però aver gestito i rifiuti correttamente e secondo le norme del Codice Ambiente (2006).

Cosa è accaduto?

L’imprenditore edile, giudicato colpevole, dopo aver effettuato il trasporto, ha affermato di non essere a conoscenza dell’obbligo di iscrizione all’Albo di gestori ambientali, in più ha dichiarato che non si trattasse di un’abitudine ma che i trasporti avvenissero solo periodicamente, senza alcun impegno lavorativo.
La Cassazione ha tuttavia respinto la posizione dell’uomo aggiungendo che, anche  nel caso in cui non si tratti di rifiuti pericolosi o di quantità minime, è sempre e comunque richiesta la comunicazione alla sezione regionale o provinciale competente in maniera tale che si abbia sotto controllo quella che sembra essere diventata un’emergenza.

La responsabilità del direttore dei lavori

Nello stesso anno, la Corte di Cassazione ha ribadito, con la sentenza 7406/2015, la responsabilità del direttore dei lavori, anche nel caso in cui non sia fisicamente presente in cantiere.
Il direttore dei lavori deve dunque esercitare l’attività di vigilanza sulla regolare esecuzione delle opere ed in caso di necessità dovrebbe anche essere disposto a rinunciare al proprio incarico, soprattutto nel caso in cui non riesca ad essere presente.
Tale sentenza, divenuta successivamente una norma da seguire, è seguita all’analisi di un caso in cui era stato rilasciato un permesso di costruzione di un edificio volto ad attività produttive e adeguato alla normativa antisismica, tuttavia non costruirono l’edificio prestabilito, che venne demolito e al suo posto realizzato un nuovo fabbricato da adibire successivamente a bar.
Il direttore dei lavori, al tempo, si difese affermando di non essere a conoscenza degli abusi che erano stati effettuati poiché erano avvenuti durante la sua assenza; tale difesa non ha convinto la Cassazione e ha ribadito il ruolo del direttore che non ha scusanti poiché il suo ruolo è quello di vigilanza costante con il dovere di constatare, direttamente, qualsiasi irregolarità gestendo il cantiere nel miglior modo possibile e nel rispetto dell’ambiente.
Naturalmente non si tratta sempre di cantieri o di grandi lavori, ma anche quei rifiuti che produciamo nel nostro piccolo vanno smaltiti correttamente rivolgendosi ad agenzie come Nova Ecologica.

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