Il Mezzogiorno riparte dalle startup innovative

Il Mezzogiorno riparte dalle startup innovative

Il sud del nostro paese per troppo tempo è stato associato e conosciuto per discariche illegali e riciclaggio di soldi, nonostante qui sia difficile  fare “business” alcune persone coraggiose si sono rifiutate di abbandonare la propria terra natia per cercare un futuro tranquillo al nord.

Alcuni come due imprenditori siciliani che hanno dato vita a OrangeFiber, hanno trovato il modo per riciclare i resti agricoli delle arance (soprattutto le bucce) per creare delle fibre di alta qualità, flessibili e ricche di vitamine per indumenti da destinare alla famosa industria italiana della moda; e tra le motivazioni che ha spinto in questa direzione c’è proprio la voglia di non lasciar più che una terra fantastica come la Sicilia possa essere associata solo alla mafia.

Questa frustrazione nei confronti della malavita organizzata ribolle in tutto il Sud Italia e chi si muove in questa direzione come i founder di OrangeFiber diventano i simboli per un movimento locale antimafia dal quale i giovani imprenditori meridionali possono trovare ispirazione.

Nella capitale del Sud, Napoli, due scienziati, un ingegnere informatico e un professore di economia hanno creato un software chiamato Texplora che aiuta a tracciare gli evasori di tasse controllando i conti bancari e le transazioni finanziarie. E molti non sanno che in Molise risiede il quartier generale del produttore di macchine DR Motor insieme a molte compagnie impegnate nell’ estrazione petrolifera. In queste  zone c’è una crescente Silicon Valley dove startup innovative sono state lanciate da persone esuberanti che combattono per un futuro migliore delle loro regioni.

Nonostante questo risveglio dell’ economia è leggermente sottovalutato esso combacia con una lotta sempre più forte contro la malavita; negli ultimi anno le forze dell’ ordine hanno stretto il giro di vite sulla criminalità organizzata infatti nonostante ci siano ancora molte vittime della “mafia” oggigiorno la dicotomia tra “buono” e “cattivo” è molto più visibile rispetto a prima grazie ai giovani che si attivano per ribellarsi a questa situazione e che non vogliono più sostenerla o fare finta di niente. Questa voglia di rivalsa e cambiamento sta prendendo piede anche in altre zone del mondo, in Messico imprenditori e contadini si sono uniti in una milizia civile contro i trafficanti di droga mentre in Ucraina un gruppo di coraggiose imprese stanno contrastando il potere dei gruppi criminali locali.
Nel tempo, il clima di paura e impotenza che può controllare una regione ampia come il Mezzogiorno può lentamente scomparire e infatti proprio al Sud un gruppo di studenti ha ideato un app che rivela i meccanismi interni della Mafia denominata appunto MafiaMaps che mostra crimini e aree d’ influenza mafiosa basandosi sui report della polizia  e che indica con una lettera M sulla mappa dove i criminali tengono i loro quartier generali, differenti colori indicano differenti gruppi come il viola per la siciliana Cosa Nostra e il blu per la calabrese ‘ndrangheta.

Al Sud c’è una crescente e forte voglia di rinascere e si è consapevoli che per farlo bisogna combattere il principale problema che affligge questa regione da anni e sembra proprio che ci si stia indirizzando sulla giusta strada.

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